DICTIONARY
Vitigni principali
1) Lambrusco Grasparossa
2) Sangiovese
3) Barbera
4) Merlot
5) Montepulciano
6) Trebbiano Romagnolo
7) Cabernet Sauvignon
8) Chardonnay
9) Pinot Grigio
10) Sauvignon
11) Verdicchio
12) Prosecco
13) Moscato Bianco
14) Nebbiolo
15) Aglianico
16) Vermentino
17) Pignoletto
19) Negro Amaro
20) Nero D’Avola
21) Greco
1) Lambrusco Grasparossa
Vitigno di media vigoria, adattatosi agli ambienti collinari con terreni argilloso- calcarei. Autoctono dell’ Emilia diffuso nell’area viticola di Castelvetro, deve il suo nome alla caratteristica colorazione che assume il raspo a maturazione.
È particolarmente idoneo alla produzione di vini frizzanti di buon corpo e buona armonia.
2) Sangiovese
È il principale vitigno rosso del nostro paese, già coltivato dagli Etruschi.
Le sue aree di coltivazione, principalmente identificate nella collina e pedecollina dell’Italia centrale, sono caratterizzate da ambienti di media fertilità con terreni argillosi o argilloso - calcarei. La notevole variabilità genetica che caratterizza la popolazione del vitigno ha identificato due biotipi principali: il Sangiovese ad acino piccolo e quello ad acino grosso di maggior vigoria, é particolarmente diffuso nelle aree vitate della Romagna e della Toscana, dove produce alcuni tra i vini rossi più rinomati d’Italia.
3) Barbera
Per diffusione è il secondo vitigno rosso italiano, autoctono del Piemonte ha trovato diffusione in molte altre regioni.
E’ vitigno di buona vigoria con grappolo compatto di media dimensione che si adatta in terreni argillosi e profondi, scarsamente fertili, anche in ambienti siccitosi. Se ne ottiene un vino di grande struttura adatto all’invecchiamento.
4) Merlot
È vitigno di origine francese, originario del bordolese, dove rappresenta assieme ai Cabernet la base ampelografica dei maggiori vini dell’area. Per le sue caratteristiche di adattabilità ambientale si è diffuso in tutta Italia ed in diverse viticolture del nuovo mondo. Fornisce un vino di particolare struttura e morbidezza idoneo a varie trasformazioni enologiche. Si distingue per il caratteristico aroma erbaceo elegante.
5) Montepulciano
È il vitigno rosso tipico della viticoltura abruzzese e molisana, diffuso in particolare nel centro sud Italia perchè predilige climi
caldi e asciutti e terreni mediamente fertili di composizione equilibrata. E’ particolarmente apprezzato per la colorazione rosso rubino intensa che conferisce ai vini e per la tannicità equilibrata del corpo, che consente un medio periodo di invecchiamento. Si adatta in particolare a tagli con il Sangiovese di cui ingentilisce la struttura.
6) Trebbiano Romagnolo
È un vitigno bianco diffuso particolarmente nelle aree fertili e pianeggianti della Romagna. E’ un tipico componente della famiglia dei Trebbiani, di origine Etrusca, ma diffusasi in quasi tutta l’Italia centro meridionale. La vigoria medio elevata del vitigno predilige ambienti fertili e ben dotati di risorse idriche, ciò gli consente di produrre vini freschi poco tannici e dotati di aroma neutro.
7) Cabernet Sauvignon
Originario delle aree viticole del bordolese, ha avuto una rapida diffusione in tutto il mondo per la rusticità del vitigno che ne consente una facile adattabilità, conservando inalterati i suoi pregi enologici. E’ caratterizzato da aromi primari vegetali eleganti in cui dominano i sentori di peperone nei vini giovani, mentre la ricchezza della componente tannica ed acidica ne fanno un vino ideale per l’invecchiamento in legno. Ne derivano vini di ottime caratteristiche strutturali e di colore assai carico.
8) Chardonnay
È stato tra i primi vitigni francesi ad essere coltivato in Italia, grazie alla particolare eleganza del profumo che è in grado di conferire al vino. Predilige ambienti freschi, collinari e terreni argilloso-calcarei, dove esprime, se se ne rispetta la precocità di maturazione, il meglio delle sue caratteristiche. La componente aromatica e la freschezza acida lo hanno imposto anche in Italia nell’area di produzione dello spumante metodo classico, ma lo si può ritenere ubiquitario.
9) Pinot Grigio
Deriva da una metazione spontanea del Pinot nero e per tale motivo, a maturazione, il suo acino si presenta con una colorazione grigio violacea. Il grappolo piccolo e tozzo, la vigoria ridotta e la maturazione precoce lo fanno idoneo ad ambienti collinari argillosi o di fondovalle, ma particolarmente sciolti. I successi enologici di questi anni lo hanno qualificato come il più diffuso tra i Pinot in Italia. Particolarmente indicato per la produzione di vini bianchi di buona struttura, riconoscibili per una leggera venatura ramata del colore.
10) Sauvignon
Altro vitigno francese notevolmente diffuso a livello mondiale. E’ originario del bordolese, in particolare della regione del Sauterne e si distingue per l’antica origine che si traduce nel caratteristico odore di gemma di bosso che conferisce ai vini. Ciò ne attesta la selvaticità genetica (Vitis vinifera silvestris) tipica anche della famiglia dei Lambruschi. Fornisce vini bianchi molto eleganti, di buon corpo, anche passiti.
11) Verdicchio
Vitigno di origine marchigiana dove trova particolare diffusione, ma per le sue caratteristiche si è diffuso anche in zone di particolare rinomanza attorno al lago di Garda. Si adatta particolarmente ad aree collinari in terreni argillosi in ambienti freschi, ma non eccessivamente piovosi. Si caratterizza per il colore verdognolo dell’acino che si trasferisce al vino, per la freschezza ed i profumi fruttati con il caratteristico retrogusto amarognolo.
12) Prosecco
È vitigno originario del triestino, diffusosi nei secoli nell’area di Conegliano e Valdobbiadene e in parte nella viticoltura dei colli Euganei. Predilige terreni collinari, ma teme la siccità e le gelate primaverili. E’ pianta di notevole vigoria a maturazione tardiva che mantiene, a maturazione, una gradevole acidità e conferisce ai vini aromi floreali e fruttati molto apprezzati soprattutto nella produzione di vini frizzanti e spumanti.
13) Moscato Bianco
E’ il principale vitigno bianco aromatico italiano. Vitigno di origine greca largamente diffuso in tutto il Mediterraneo, ha generato
nei secoli una popolazione di biotipi di cui quello di migliori caratteristiche enologiche è il moscato bianco. E’ un vitigno vigoroso di media precocità che offre i migliori risultati in terreni particolarmente argillosi e siccitosi in ambienti ben ventilati. Idoneo per
vini dolci, fermi, frizzanti e spumanti, mentre nelle aree meridonali del paese è caratteristico per la produzione di vini passiti e liquorosi.
14) Nebbiolo
Rappresenta il vitigno rosso italiano, diffuso soprattutto in Piemonte e Lombardia, da cui derivano i vini più eleganti della tradizione italiana. Presenta una notevole variabilità genetica il che gli consente di caratterizzare vini notevolmente diversi tra loro a seconda della zona di coltivazione. Predilige terreni ben esposti, non soggetti ad anomalie ambientali. Dà vini di buona dotazione tannica idonei a lunghi invecchiamenti, di elevata gradazione e particolarmente fini all’olfatto e al gusto. Scarsa la colorazione.
15) Aglianico
Forse, per potenzialità qualitative è il principale vitigno rosso del sud Italia. E’ di origine greca e si è diffuso tanto nelle aree vitate
del versante adriatico che tirrenico. Predilige terreni collinari di origine vulcanica e produce ottima qualità anche a quote elevate. Produce vini di ottima struttura idonei a lunghi invecchiamenti con profumi primari di lampone e fragola.
16) Vermentino
Vitigno di origine spagnola, ha trovato ideale collocazione in Sardegna, o in aree a viticoltura litoranea come quelle liguri e toscane, dove sviluppa aromi più floreali. Predilige comunque aree ventilate prospicenti al mare e fornisce le migliori produzioni
in ambienti particolarmente asciutti. Fornisce vini profumati e di buon corpo con un leggero retrogusto amarognolo. E’ pianta di media vigoria con grappolo di dimensioni medie o medio grandi.
17) Pignoletto
Con questo nome si identifica un vitigno tipico dell’Italia centrale appartenente alla famiglia dei greci. Geneticamente assimilabile al Grechetto di Todi col nome di Pignoletto si identifica un biotipo che si è perfettamente adattato all’ambiente viticolo del bolognese, del modenese e del riminese ( in cui da il vino denominato Rebola). Per le sue ottime caratteristiche di adattabilità all’ambiente della Regione Emilia Romagna che ne ha plasmato le caratteristiche fenotipiche, lo si può definire vitigno autoctono e in questa veste si sta candidando a divenirne la cultivar bianca di maggior interesse. E’ un vitigno di buona vigoria, con grappolo di dimensione media, cilindro conico e serrato, capace di resistere a malattie come la peronospora e ai freddi invernali e alle gelate. Ecologicamente molto versatile capace di fornire vini di buon corpo, ma anche spumanti e frizzanti grazie alla buona acidità malica. Ha profumi fruttati che ricordano mela e pera.
18) Primitivo
Deve il suo nome alla precocità di maturazione rispetto ad altri vitigni meridionali, probabilmente in virtù delle sue origini, probabilmente riconducibili alle terre slave ( Dalmazia,Ungheria). E’ assurto agli onori della cronaca per i successi che lo stesso ha riscosso in California e Australia in cui è coltivato col nome Zinfandel. In Italia è coltivato principalmente nel tarantino e nel Salento, ma la sua diffusione è ostacolata dal fatto che non è facilmente adattabile. E’ infatti molto sensibile alle avversità ambientali che ne limitano la produzione; offre le migliori caratteristiche se allevato nel caratteristico alberello ed in ambienti poco fertili. Di particolare pregio la ricchezza in antociani e tannini morbidi che lo rendono adatto all’invecchiamento.
L’aroma caratteristico, speziato, lo rafforza come base di grandi vini invecchiati in legno o in acciaio.
19) Negro Amaro
E’ un vitigno, caratterizzante l’enologia pugliese, molto diffuso soprattutto nel Salento e in provincia di Taranto. Pur non essendone nota l’origine, si può ritenere che deriva dai vitigni introdotti dai Greci nella zona ionica; è infatti un vitigno ad epoca di maturazione media (fine settembre primi di ottobre), adattabile in climi caldi ed ambienti anche aridi dove si predilige la forma di allevamento ad alberello. In presenza di irrigazione sopporta tuttavia forme più espanse. Il suo nome deriva dal termine dialettale “niuru maru” che rimanda all’origine greca ( maru = nero) e che rende ben conto del tipo di vino che se ne ottiene, di un colore rosso rubino intenso che evolve verso note aranciate, odore fruttato di marasca e nocciola, con retrogusto tipicamente amaro, spesso abbinato a Malvasia nera per accentuarne la vivacità del colore e le note fruttate. In tale abbinamento produce uno dei vini rosati di maggior apprezzamento; è rappresentativo dei maggiori vini DOC pugliesi.
20) Nero D’Avola
E’ questo il sinonimo più diffuso con cui è conosciuto il vitigno Calabrese; questo nome infatti non rende giustizia alla reale diffusione dello stesso che può essere considerato vitigno tipicamente siciliano, pur se presente in forma minore in Calabria e Sardegna. E’ un vitigno vigoroso che si adatta però a forme in parete o alberello, che ne esaltano le caratteristiche enologiche. E’ diffuso storicamente nella provincia di Siracusa con baricentro in comune di Avola, da cui si è diffuso nelle province di Trapani, Caltanisetta e Ragusa. Rappresenta la miglior produzione rossa siciliana, un tempo vinificato con altri vitigni autoctoni quali Nerello mascalese e Frappato di Vittoria; oggi si produce in purezza o tagliato con vitigni internazionali quali Merlot e Syrah. Produce un vino dal colore rosso rubino intenso con sentori fruttati di ciliegia o amarena e frutta secca. Da vini di alta gradazione adatti anche all’invecchiamento.
21) Greco
Appartiene alla famiglia dei greci, di cui è il componente a bacca bianca più noto e importante, nonostante la famiglia comprenda anche varietà a bacca nera. E’stato importato in Italia dai Greci tra il VII e l’VIII secolo a.C. ed in epoca latina ha avuto l’area di maggior diffusione e prestigio enologico alle pendici del Vesuvio. Oggi trova la miglior espressione nel territorio di Avellino in particolare nel comune di Tufo, dove trova terreni derivati dal disfacimento di rocce calcaree e con presenza di solfato di calcio. Qui matura tardivamente e per questo va soggetto a malattie come la muffa grigia soprattutto se in prossimità della maturazione incontra giorni piovosi. Fornisce vini di colore intenso bianco dorato, con profumi floreali di fiori di glicine e fruttati che ricordano la pesca, gli agrumi e la mandorla, di buon corpo con componente tannica evidente e buona freschezza. Si è diffuso in Calabria e Puglia,ma la famiglia ha trovato terreno fertile in molte regioni italiane, tanto è vero che spesso è stato confuso col Riesling italico.